COSA NASCONDE UN OPEN BITE ANTERIORE IN UN BAMBINO DI DUE ANNI E MEZZO?

Inserito il 23/01/2014



Fig a: V.R. di due anni e mezzo in prima visita

Fig a bis: La stessa bambina in prima visita
L’open bite anteriore mostrato nelle foto è segno di importanti problemi che spesso rimangono inosservati, primo tra tutti la RESPIRAZIONE ORALE. Ma, peggio ancora, sono ignorate tutte le possibili terapie odontoiatriche che a questa età , se proposte, risolverebbero in pochi mesi i problemi.In questo caso per accompagnare la chiusura dell’open bite anteriore sono state analizzate le dimensioni del ciuccio e per gradi, ma in soli 4 mesi, sono stati proposti sequenzialmente ciucci di forme e dimensioni diverse, fino a raggiungere il risultato della Fig. b.
Quello che spesso dimentichiamo in un bambino così piccolo è la percentuale di cartilagine nelle ossa craniche, una duttilità
Fig. b: La stessa bambina 4 mesi dopo!
che unita ad una velocità di crescita (quindi di correzione) elevata dà sempre risultati ottimi, nonostante la presenza di condizioni sfavorevoli. Infatti, come si vede nella Fig. c, questa bimba aveva anche un frenulo linguale corto che affronteremo chirurgicamente al più presto. Ecco quindi che con interventi terapeutici poco invasivi, ma assolutamente tempestivi, si può intervenire su problemi molto importanti quali gli SDB (Sleep Disordered Breathing) conseguenza della RESPIRAZIONE ORALE diagnosticata precocemente.Disordini del sonno che anche in un bambino di pochi anni, come per un adulto, vanno
Fig. c: Anchiloglossia, il frenulo linguale è particolarmente corto
dal russamento alle apnee fino alla OSAS.
Comunque, quello che più mi preme sottolineare, è che questa patologia (in aumento) se non affrontata durante la prima infanzia, può incidere non solo sulla crescita fisica dei bambini, ma anche su quella intellettuale e sociale in questi delicatissimi anni di veloce apprendimento.
La conclusione è la speranza che si diffonda la capacità di diagnosi precoce delle SDB anche da parte dei colleghi odontoiatri infantili, in collaborazione con gli Specialisti Pediatri ed Otorini, per impedire che una iniziale respirazione orale degeneri in momenti di Apnee (o peggio OSAS) con conseguen-





 
-ze più gravi sulla salute presente e futura del bambino. E se già questo è avvenuto, si intervenga al più presto. Altrettanto, mi auguro, si diffonda tra gli odontoiatri infantili la capacità di gestire strategie terapeutiche rivolte alla prima infanzia ormai scientificamente avvalorate anche da letteratura e linee guida internazionali. 
 
 
BIBLIOGRAFIA
 
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