LA SCELTA DELL'ATTREZZATURA PER FOTOGRAFARE I DENTI

Inserito il 22/01/2014




Dovendo documentare i denti, le necessità fondamentali che il fotografo deve soddisfare sono sostanzialmente tre:

- ingrandimento adeguato
- profondità di campo
- illuminazione completa

Per ingrandimento adeguato si intende la capacità di fotografare un campo di circa 36x24mm (in altre parole ingrandimento 1:1, facendo riferimento alle dimensioni della pellicola classica). La profondità di campo è la quantità di oggetti a fuoco davanti e dietro il punto di messa a fuoco. La necessità di avere tutto ben definito nel risultato finale costringe a chiudere il più possibile il diaframma, con la conseguente importante riduzione di luce che arriva al sensore. L’attrezzatura, quindi, da acquistare dovrà, a causa delle leggi della fisica ottica, essere di un certo tipo, per evitare di trovarsi con dei prodotti non utilizzabili in tutte le situazioni cliniche. Il primo tassello fondamentale è l’obiettivo, che deve essere necessariamente macro dedicato, per ottenere degli ingrandimenti adeguati (almeno due denti), senza distorsioni. La sua lunghezza è obbligata su formati che vanno da 90mm ai 120mm, per evitare di scontrarsi con il naso del paziente o di dover stare troppo lontani. Attualmente buoni obiettivi, senza troppe pretese, ma più che sufficienti anche per i dentisti più esigenti sono il Tamron 90mm e il
Pentax 100mm. Un obiettivo di queste dimensioni necessita inevitabilmente di una fonte di luce supplementare portata sulla lente frontale: dovremo, quindi, dotarci di un flash anulare o un sistema a faretti. Il primo tipo, pratico e poco costoso è consigliabile per chi ha necessità di fare molte foto mentre lavora, il secondo, più complesso da utilizzare nei settori posteriori della bocca è appannaggio di chi desidera esaltare l’effetto ottico della trama superficiale e delle linee di transizione dei denti, giocando con l’inclinazione dei faretti. Tra i flash più diffusi troviamo il Sigma 140 e il Metz 15, entrambi anulari. In associazione con un moltiplicatore di focale può essere utilizzato anche il sistema Nikon r1c1. Tutta questa attrezzatura andrà montata su un corpo reflex: la scelta di quest’ultimo, andrà fatta sul peso (perché un sistema troppo pesante rischia alla lunga di finire in un cassetto). L’unica caratteristica da tenere conto è la possibilità di comandare un’unità flash in modo autonomo nel caso scegliamo sistemi di tipo wireless. I corpi macchina reflex di recente costruzione soddisferanno comunque tutte le altre esigenze (qualità dell’immagine, regolazioni del colore, resistenza all’uso ecc.). Nikon d3200 è la scelta migliore per chi non usa sistemi wireless essendo attualmente uno dei corpi macchina più leggeri in commercio, mentre d90 d300s e d700 sono consigliabili per chi, pagando un po’ di peso in più da tenere in mano vuole beneficiare dei sistemi wireless TTL. Da evitare, invece, i sistemi macro non dedicati (lenti zoom con diciture macro) perché non compatibili con le limitazioni della fotografia odontoiatrica. Sistemi più semplificati su compatte come la storica Coolpix 4500, avendo obiettivi molto corti manifesteranno tutti i limiti quanto vorremo fotografare i denti posteriori: potrebbero essere interessanti per dentisti che fotografano sorrisi e foto a basso ingrandimento. Il vantaggio in termini di praticità le rende competitive per foto “casual”, ma non permetteranno di documentare in modo esaustivo i pazienti.
 


Due denti è un ingrandimento “minimo sindacale”. Foto poco ingrandite ci farebbero perdere troppi dettagli indiscutibilmente importati (confine smalto dentina per esempio)




 
Un sistema a faretti esalta la differenza
superficiale tra dente naturale e restauro sul dente 11

 



In questa foto occlusale inferiore apprezziamo
la profondità di campo e l’illuminazione omogene
 



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